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04/02/2014 Nuove scoperte nel campo della dislessia

Circa in 10% della popolazione soffre di dislessia che è un disturbo dell’apprendimento caratterizzato da difficoltà a leggere e scrivere in modo corretto e fluente indipendentemente dalla solarizzazione e in assenza di deficit cognitivi.

Una nuova ipotesi sull’origine della dislessia potrebbe portare a rivedere i metodi per aiutare le persone colpite da questo disturbo dell’apprendimento.

Come riportato dal numero 1030 di dicembre 2013 della rivista “Internazionale”,  uno studio pubblicato su Science ipotizza che la dislessia deriverebbe dall’imperfetta connessione delle aree del cervello in cui sono state conservate le rappresentazioni dei fonemi, che sono la scomposizione del linguaggio in unità discrete, e non dalla cattiva qualità di queste rappresentazioni.

Confrontando le immagini tridimensionali del cervello di persone con e senza dislessia che ascoltavano parole prive di senso non sono emerse differenze sostanziali nell’attivazione delle aree dei fonemi. Tuttavia nei dislessici la risposta era più lenta ed era minore la coordinazione tra tali aree e la regione di Broca, specializzata nell’articolazione del linguaggio. Peggiori erano i collegamenti, peggiore era la prestazione.